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#giro

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- EnduRace día 1. Amanecimos sabiendo que no iba a llover pero pensando que el terreno estaría algo más húmedo por la cantidad de agua que cayó días atrás. Hemos rodado en seco con ruedas de barro 🙈 y ha sido divertido ya que en las zonas de piedras la bici iba más bien por donde quería, pero ha tenido su punto. Hemos sufrido por la humedad y el calor que finalmente nos hizo esta mañana. Mañana la climatología cambia... ESTO YE ASTURIAS, ESTO YE ENTREGO... ESTO YE MUY DURO!! Dar las gracias a toda la gente que ha pasado por nuestro stand y os volvemos a ver mañana en el padoct. Web 🌍 http://elenduroesmuyduro.bigcartel.com #elenduroesmuyduro #endurobike #endurolife #endurobtt #live #enduromtb #Dh #elenduroyemuyduro #flow #bicicleta #funnyflow #funny #sol #buenosdiasmundo #outdoors #btt #openbtt #intensecycles #ropa #ion #giro #mtbbike #mtblive #bikeporn #NorthbikeMtb
- EnduRace día 1. Amanecimos sabiendo que no iba a llover pero pensando que el terreno estaría algo más húmedo por la cantidad de agua que cayó días atrás. Hemos rodado en seco con ruedas de barro 🙈 y ha sido divertido ya que en las zonas de piedras la bici iba más bien por donde quería, pero ha tenido su punto. Hemos sufrido por la humedad y el calor que finalmente nos hizo esta mañana. Mañana la climatología cambia... ESTO YE ASTURIAS, ESTO YE ENTREGO... ESTO YE MUY DURO!! Dar las gracias a toda la gente que ha pasado por nuestro stand y os volvemos a ver mañana en el padoct. Web 🌍 http://elenduroesmuyduro.bigcartel.com #elenduroesmuyduro #endurobike #endurolife #endurobtt #live #enduromtb #Dh #elenduroyemuyduro #flow #bicicleta #funnyflow #funny #sol #buenosdiasmundo #outdoors #btt #openbtt #intensecycles #ropa #ion #giro #mtbbike #mtblive #bikeporn #NorthbikeMtb
- EnduRace día 1. Amanecimos sabiendo que no iba a llover pero pensando que el terreno estaría algo más húmedo por la cantidad de agua que cayó días atrás. Hemos rodado en seco con ruedas de barro 🙈 y ha sido divertido ya que en las zonas de piedras la bici iba más bien por donde quería, pero ha tenido su punto. Hemos sufrido por la humedad y el calor que finalmente nos hizo esta mañana. Mañana la climatología cambia... ESTO YE ASTURIAS, ESTO YE ENTREGO... ESTO YE MUY DURO!! Dar las gracias a toda la gente que ha pasado por nuestro stand y os volvemos a ver mañana en el padoct. Web 🌍 http://elenduroesmuyduro.bigcartel.com #elenduroesmuyduro #endurobike #endurolife #endurobtt #live #enduromtb #Dh #elenduroyemuyduro #flow #bicicleta #funnyflow #funny #sol #buenosdiasmundo #outdoors #btt #openbtt #intensecycles #ropa #ion #giro #mtbbike #mtblive #bikeporn #NorthbikeMtb
- -6 Il nostro percorso nella storia del Giro continua oggi con il racconto di una delle edizioni più folli della Corsa Rosa, quella del 1974. Su tutti spiccano due grandi favoriti che con il loro talento e la loro sana rivalità infiammano ormai da anni gli animi dei tifosi: l’idolo italiano Felice Gimondi e il cannibale Eddy Merckx. Ma non finisce qui, perché alla partenza troviamo anche un giovane Francesco Moser e lo spagnolo Fuente, uno degli scalatori più forti di sempre. Ed è proprio lo spagnolo il più grande protagonista della prima parte di Giro. Le sue abilità in salita sono impareggiabili e con le sue accelerazioni mette in difficoltà tutti, perfino Merckx. Vince tre tappe e indossa la Maglia Rosa per dodici giorni. Ma alla quattordicesima tappa, con arrivo a Sanremo, succede l’imprevedibile. Fuente affronta una crisi inaspettata e al traguardo subisce un ritardo di undici lunghissimi minuti, con la maglia che finisce sulle spalle di Merckx. Nei giorni successivi Fuente si riscatta vincendo un’altra tappa, ma il distacco dal cannibale è ancora troppo grande. Tuttavia per Merckx la vittoria del Giro non è scontata. Alle sue spalle ci sono due italiani che gli danno filo da torcere e che hanno un distacco tutt’altro che incolmabile. Stiamo parlando di Felice Gimondi e di un inaspettato ragazzo di appena vent’anni ,al primo anno da professionista, che sta lasciando tutti letteralmente a bocca aperta, Gianbattista Baronchelli. Si arriva così alla tappa decisiva con arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo. Una salita non troppo lunga, ma dalle pendenze arcigne. Una salita che è stata inserita per la prima volta al Giro nel 1967, ma che è già un’icona. Fuente decide di rischiare il tutto per tutto e parte da lontano. Tuttavia all’inizio della salita finale il suo vantaggio non è sufficiente a nutrire speranze di podio. Nel frattempo, nel gruppo dei migliori, Baronchelli decide che quanto fatto fino a quel momento non è sufficiente e prova a stupire ancora di più il mondo del ciclismo. Il giovane italiano scatta e sorprendentemente riesci a levarsi di ruota Merckx e tutti gli altri big. [...]
- -6 Il nostro percorso nella storia del Giro continua oggi con il racconto di una delle edizioni più folli della Corsa Rosa, quella del 1974. Su tutti spiccano due grandi favoriti che con il loro talento e la loro sana rivalità infiammano ormai da anni gli animi dei tifosi: l’idolo italiano Felice Gimondi e il cannibale Eddy Merckx. Ma non finisce qui, perché alla partenza troviamo anche un giovane Francesco Moser e lo spagnolo Fuente, uno degli scalatori più forti di sempre. Ed è proprio lo spagnolo il più grande protagonista della prima parte di Giro. Le sue abilità in salita sono impareggiabili e con le sue accelerazioni mette in difficoltà tutti, perfino Merckx. Vince tre tappe e indossa la Maglia Rosa per dodici giorni. Ma alla quattordicesima tappa, con arrivo a Sanremo, succede l’imprevedibile. Fuente affronta una crisi inaspettata e al traguardo subisce un ritardo di undici lunghissimi minuti, con la maglia che finisce sulle spalle di Merckx. Nei giorni successivi Fuente si riscatta vincendo un’altra tappa, ma il distacco dal cannibale è ancora troppo grande. Tuttavia per Merckx la vittoria del Giro non è scontata. Alle sue spalle ci sono due italiani che gli danno filo da torcere e che hanno un distacco tutt’altro che incolmabile. Stiamo parlando di Felice Gimondi e di un inaspettato ragazzo di appena vent’anni ,al primo anno da professionista, che sta lasciando tutti letteralmente a bocca aperta, Gianbattista Baronchelli. Si arriva così alla tappa decisiva con arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo. Una salita non troppo lunga, ma dalle pendenze arcigne. Una salita che è stata inserita per la prima volta al Giro nel 1967, ma che è già un’icona. Fuente decide di rischiare il tutto per tutto e parte da lontano. Tuttavia all’inizio della salita finale il suo vantaggio non è sufficiente a nutrire speranze di podio. Nel frattempo, nel gruppo dei migliori, Baronchelli decide che quanto fatto fino a quel momento non è sufficiente e prova a stupire ancora di più il mondo del ciclismo. Il giovane italiano scatta e sorprendentemente riesci a levarsi di ruota Merckx e tutti gli altri big. [...]
- -6 Il nostro percorso nella storia del Giro continua oggi con il racconto di una delle edizioni più folli della Corsa Rosa, quella del 1974. Su tutti spiccano due grandi favoriti che con il loro talento e la loro sana rivalità infiammano ormai da anni gli animi dei tifosi: l’idolo italiano Felice Gimondi e il cannibale Eddy Merckx. Ma non finisce qui, perché alla partenza troviamo anche un giovane Francesco Moser e lo spagnolo Fuente, uno degli scalatori più forti di sempre. Ed è proprio lo spagnolo il più grande protagonista della prima parte di Giro. Le sue abilità in salita sono impareggiabili e con le sue accelerazioni mette in difficoltà tutti, perfino Merckx. Vince tre tappe e indossa la Maglia Rosa per dodici giorni. Ma alla quattordicesima tappa, con arrivo a Sanremo, succede l’imprevedibile. Fuente affronta una crisi inaspettata e al traguardo subisce un ritardo di undici lunghissimi minuti, con la maglia che finisce sulle spalle di Merckx. Nei giorni successivi Fuente si riscatta vincendo un’altra tappa, ma il distacco dal cannibale è ancora troppo grande. Tuttavia per Merckx la vittoria del Giro non è scontata. Alle sue spalle ci sono due italiani che gli danno filo da torcere e che hanno un distacco tutt’altro che incolmabile. Stiamo parlando di Felice Gimondi e di un inaspettato ragazzo di appena vent’anni ,al primo anno da professionista, che sta lasciando tutti letteralmente a bocca aperta, Gianbattista Baronchelli. Si arriva così alla tappa decisiva con arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo. Una salita non troppo lunga, ma dalle pendenze arcigne. Una salita che è stata inserita per la prima volta al Giro nel 1967, ma che è già un’icona. Fuente decide di rischiare il tutto per tutto e parte da lontano. Tuttavia all’inizio della salita finale il suo vantaggio non è sufficiente a nutrire speranze di podio. Nel frattempo, nel gruppo dei migliori, Baronchelli decide che quanto fatto fino a quel momento non è sufficiente e prova a stupire ancora di più il mondo del ciclismo. Il giovane italiano scatta e sorprendentemente riesci a levarsi di ruota Merckx e tutti gli altri big. [...]
- #Ciclismo La primera etapa de la Vuelta a Asturias ya es historia y es historia colombiana. En un recorrido de 168 kilómetros entre Oviedo y Pola de Lens en protagonismo fue colombiano y todos los ojos estaban puestos en Nairo Quintana, el boyacense y máximo favorito, que terminó en la casilla 14. Las buenas noticias se dan con otro boyacense, Aldemar Reyes, oriundo de Ramiriquí, quien terminó 6to en la etapa. Tambien felicitamos a Weimar Roldán, corredor colombiano quien ganó la etapa y es el líder parcial de la Vuelta. #Ciclismo #Nairo #NairoQuintana #VueltaAsturias #Cycling #AldemarReyes #Giro #Tour #CenteNairo
- #Ciclismo La primera etapa de la Vuelta a Asturias ya es historia y es historia colombiana. En un recorrido de 168 kilómetros entre Oviedo y Pola de Lens en protagonismo fue colombiano y todos los ojos estaban puestos en Nairo Quintana, el boyacense y máximo favorito, que terminó en la casilla 14. Las buenas noticias se dan con otro boyacense, Aldemar Reyes, oriundo de Ramiriquí, quien terminó 6to en la etapa. Tambien felicitamos a Weimar Roldán, corredor colombiano quien ganó la etapa y es el líder parcial de la Vuelta. #Ciclismo #Nairo #NairoQuintana #VueltaAsturias #Cycling #AldemarReyes #Giro #Tour #CenteNairo
- #Ciclismo La primera etapa de la Vuelta a Asturias ya es historia y es historia colombiana. En un recorrido de 168 kilómetros entre Oviedo y Pola de Lens en protagonismo fue colombiano y todos los ojos estaban puestos en Nairo Quintana, el boyacense y máximo favorito, que terminó en la casilla 14. Las buenas noticias se dan con otro boyacense, Aldemar Reyes, oriundo de Ramiriquí, quien terminó 6to en la etapa. Tambien felicitamos a Weimar Roldán, corredor colombiano quien ganó la etapa y es el líder parcial de la Vuelta. #Ciclismo #Nairo #NairoQuintana #VueltaAsturias #Cycling #AldemarReyes #Giro #Tour #CenteNairo

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